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Formation in the missions

Guidelines for formation of candidates of the Delegation I was asked by Fr. Malcolm to share with you some reflections on formation, ideas which do not come much from books but rather from what I experienced during last 12 years. I will start from the word “education”. As you all know well this word comes from the Latin “e-ducere”, to take out from. This is an important concept because it tells us that our work is not to put something in the heads of our students but to make them discover something that is already there and is there because God has planted it in them. Another word similar to education is formation . We tend sometimes to confuse it with “information”. Our task is not to give notions, instructions but to give a shape to a matter which is already there, which God has made. We are the instruments which God has chosen to make the work he wants, for which he has already prepared all the necessary material. As a consequence of this idea we have that: - each ...

Ritiri PSMC 2014. 1. L'obbedienza di Maria

L'annunciazione L'obbedienza oggi è tanto discussa. Da una parte c'è chi la difende a spada tratta e dall'altra chi pensa che sia superata. Don Milani scrisse una lettera: “L'obbedienza non è più una virtù”, chiaramente non parlava del voto religioso ma di un certo tipo di obbedienza, quella che toglie ogni responsabilità di fronte a errori e porta come scusa il fatto che toglie la libertà. Si riferiva a quegli ufficiali che durante la guerra, in nome dell'obbedienza militare, ordinarono e perpetrarono stragi. Questa è un'obbedienza che anche noi non vogliamo. Voi potete dirmi: se la mia superiora mi chiede una cosa bella, facile, che mi piace allora scelgo di farlo ma non credo che questa sia vera obbedienza, ma se mi chiede qualcosa che non mi piace, che è contro la mia idea, allora obbedire non mi toglie forse la libertà? E se mi chiede qualcosa che non capisco, di cui non conosco le conseguenze, anche lì, non è forse contro la libertà? M...

Siamo noi preti ancora utili alla società? una via moderna alla santità.

Sappiamo ancora fare la differenza? La prima volta che ho sentito questa domanda fu quando il vescovo di Delhi parlava ai suoi seminaristi. Con questa provocazione lui intendeva chiedere se la società in cui viviamo oggi sarebbe la stessa anche senza la nostra presenza. Riusciamo, attraverso il nostro esserci, a rendere questa società migliore? Nel passato, senza dubbio, i preti e i religiosi avevevano un grande influsso sulla società, non solo perché possedevano gran parte delle scuole e degli ospedali, ma anche perché la vita della gente comune era fortemente influenzata dalla presenza della chiesa e da tutte le attività che in essa si svolgevano. A loro si addiceva bene la parola “Ministri”. Un po’ alla volta, però, la società si è sviluppata, altre persone hanno cominciato ad aprire scuole e ospedali e questi, come anche quelli del governo, sono diventati altrettanto buoni che quelli “cattolici”, o spesso anche migliori. Risultato di questo è stato che molti Religios...

To be relevant for the people of our time, a modern way to holiness

Are we still relevant in today's society? The first time I heard this question was when the bishop of Delhi asked it to his seminarians and what he meant was, “in this society where we live today, does our presence make any difference? Is it any better because of our presence?” No doubt, in the past, priests and religious were relevant figures in their society. This was not only due to the fact that they owned most of the schools and hospitals, but also the daily life of common people used to rotate around the local churches and their activities. They could rightly call their work “ministry”. Then little by little society developed, private individuals opened their own schools and hospitals which, along with those of governments, became as good (and sometimes better) than those of religious and priests . Many priests and religious started sensing a loss of meaning in their life and blamed this on their lack of professional skills. Today society is widely secularized,...

Vita Consacrata n. 1. commento

Vita Consecrata 1   Ecco un breve commento al numero 1 del documento Vita Consacrata. Esso racchiude in nocciolo tutta la teologia sviluppata nel documento stesso. Elementi principali:  1 )     Radicata profondamente nell’esempio e insegnamento di Cristo  2 )     Dono di Dio Padre  3 )       Per la Chiesa  4 )      Attraverso lo Spirito Santo  5 )     L'esempio di Cristo, povero, casto e obbediente, è reso visibile al mondo intero, e attraverso esso li occhi dei fedeli sono diretti al mistero del Regno diDio già al lavoro nella storia.  6 )     Consacrati a dedicare se stessi a Cristo con cuore indiviso (1Cor 7,34) chiamati dal Padre e spinti dallo Spirito Santo.  7 )    Seguendo Cristo si dedicano a servire lui e i fratelli  8 )    I veri carismi servono a far risplendere il mistero e la missione della Chiesa e quindi a ...

Maria 3: Io sto alla porta e busso

Triduo al Cuore Immacolato di Maria predicato alle Suore di Madre Teresa Terzo giorno:  Io sto alla porta e busso. Io mi chiedo: “Cosa avrà pensato Maria subito dopo l'annuncio dell'angelo? Come si sarà sentita? Eccitata? Sì, senza dubbio, ma anche impaurita, era una responsabilità grande; confusa, è Dio stesso che glielo chiede, e perché proprio a lei e non a tante altre donne in posizioni migliori, più favorevoli, più sicure. E come condividere questa notizia con gli altri, mamma, papà, Giuseppe; ci crederanno? Cosa penseranno? E cosa ci sarà da fare di preciso con questo bambino? Queste sono tutte domande che vengono alla mia mente ora e immagino possano essere passate nella testa della giovane Maria, queste o altre simili. Non so cosa sia passato dalla testa, ma dal Vangelo sappiamo come ha agito. Partiamo nella nostra riflessione un po' alla larga e precisamente dalla lettera che l'angelo, attraverso Giovanni, invia alla chiesa di Lao...

Maria 2: Abbandono totale a Dio

Triduo al Cuore Immacolato di Maria per le Suore Missionarie della Carità (M. Teresa) 2. giorno. Abbandono totale. Ieri abbiamo accennato che il modo scelto da Cristo per portare avanti la sua missione fu quello di obbedienza totale alla volontà del Padre. Ma cosa vuol dire questo abbandono totale? Troviamo la risposta nella lettera di San Paolo ai Filippesi: “Cristo … non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo”. In questa frase di San Paolo troviamo 2 aspetti molto interessanti: Prima di tutto lo spogliamento. Dio non disdegna di abbassarsi se questo è necessario per la realizzazione del suo piano. Ma lo spogliarsi non è una cosa a sé, fatta per il gusto di farla, ma è fatto in vista della condivisione. Lui si spoglia per assumere la nostra natura; ma perché lo fa? Perché la sua divinità non è un tesoro geloso e quindi vuol condividerla con noi. Quindi condivide con noi la nostra situazione ...