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Perché noi?

"Una domanda che ci rivela"   VI Domenica di Pasqua – Anno C    (Gv 14,15,21) Il V ang elo di oggi è una piccola parte di un discorso di Gesù sull’amore. Siamo durante l’ultima cena e Gesù sa che da lì a poche ore dovrà consegnare la sua vita a chi lo condurrà al Calvario. Nel brano lungo c'è una domanda che sembra piccola, quasi timida, ma in realtà è esplosiva. La fa Giuda Taddeo: "Signore, come mai ti riveli a noi e non al mondo?" È la domanda che, in fondo, ognuno di noi si porta dentro: perché io? Perché sono qui, in questa chiesa, a credere, mentre tanti altri non ci pensano nemmeno? Che cosa mi distingue? Gesù non risponde direttamente. Non dice: "Perché siete i migliori, i più bravi, i più santi." Non è una questione di merito. Continua invece a parlare di amore — come se la domanda di Giuda non meritasse una risposta diversa da quella che stava già dando. E questa è già la prima cosa che ci colpisce: Gesù non si distrae. L'amo...

Non sia turbato il vostro cuore

  "Io sono la via, la verità e la vita"   ( Gv 14,1–12 ) Siamo durante l'Ultima Cena. Giuda è appena uscito nel buio della notte. Gli undici rimasti fissano Gesù, e lui dice qualcosa che li gela: "Io sto per lasciarvi." Per tre anni avevano abbandonato tutto — reti, famiglie, sicurezze — per seguire quest'uomo. Avevano costruito speranze, avevano cominciato a credere di essere finalmente arrivati al momento decisivo. E adesso? Adesso sembra che tutto stia per dissolversi. Si trovano di fronte al fallimento. Il Vangelo usa una parola precisa per descrivere quello che sentono nel cuore: turbamento . In greco, è la stessa parola che si usa per descrivere le onde del mare in tempesta. Ecco cosa provano: un cuore in burrasca. E noi? Anche noi conosciamo bene quella sensazione. Non è facile vivere secondo ciò che la coscienza ci ricorda. Troppe voci attorno a noi spingono in direzioni opposte. E Gesù è presente — lo sappiamo — ma non lo vediamo. E allora c...

Per dove passiamo?

  LA PORTA E LE FINESTRE Gv 10,1-10 · Giornata Mondiale delle Vocazioni Fratelli e sorelle, Gesù oggi non ci parla con un'idea astratta. Ci parla con un'immagine concreta, presa dalla vita di ogni giorno: un recinto, delle pecore, un pastore, una porta. È il linguaggio della semplicità che spesso è il linguaggio della verità più profonda. Il pastore entra dalla porta. Le pecore lo riconoscono. Sentono la sua voce e lo seguono. Il ladro, invece, non passa dalla porta: scavalca, si intrufola, entra di nascosto. Non viene per dare, viene per prendere. Non viene per accompagnare, viene per rubare. Sembra quasi ovvio, no? Eppure Gesù sente il bisogno di dirlo. Forse perché sa quanto sia facile per noi fare confusione tra la voce del pastore e la voce del ladro.   Le porte e le finestre della nostra vita Proviamo a portare questa immagine dentro casa nostra, dentro la nostra vita, intendo. La nostra vita ha una porta principale. Ha anche una porta di servizio. E ha...

Rimettersi in cammino

  I discepoli di Emmaus Riflessione sul Vangelo di Lc 24,13-35   Guardate quanta gente cammina. La mattina presto, la sera tardi; camminano. Qualcuno ha le cuffiette, qualcuno il cane al guinzaglio, qualcuno la borsa della spesa. C'è chi cammina per tenersi in forma, chi per scaricare la tensione accumulata in ufficio, chi semplicemente perché non ha altro mezzo. E poi c'è chi cammina per scappare via. Comunque lo si guardi, il camminare è sempre un atto di uscita. Si lascia la casa, la sua luce, il suo silenzio noto, la sua sicurezza e si entra in qualcosa di più vasto e imprevedibile. La casa protegge, certo, ma è anche statica: già organizzata, già decisa, spesso immutabile. La strada, invece, porta sempre con sé l'imprevisto. Il Vangelo di oggi ci mette davanti due persone che camminano. E camminano proprio per scappare. "In quel medesimo giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante da Gerusalemme una sessantina di stadi, di nome Emmaus, ...