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Chi è costui?

  Chi viene da noi oggi? E perché? Oggi è Pentecoste. Una delle feste più grandi del calendario cristiano, eppure, forse, una delle meno capite. Parliamo di Trinità ogni volta che facciamo il segno di Croce: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il Padre lo conosciamo, lo immaginiamo nei cieli, creatore, provvidente. Il Figlio lo conosciamo, Gesù, la cui vita, le cui parole, i cui gesti ci sono raccontati nei Vangeli pagina dopo pagina. Ma lo Spirito Santo? Lì ci fermiamo. È la terza persona della Trinità, eppure resta per molti di noi la più vaga, la più lontana. Quasi un'ombra. Qualcuno lo associa addirittura a qualcosa di inquietante, un fantasma, un'entità indefinita. E invece no. Lo Spirito Santo è tutt'altro. Gesù stesso, prima di ascendere al cielo, lo promette ai suoi discepoli come il Paraclito , parola greca che significa colui che è chiamato accanto , l'avvocato, il consolatore, il sostenitore. Non è una promessa astratta. Lo Spirito ...

E' tempo di mettersi in marcia

  "La Messa È Finita: Vai in Missione" Oggi voglio partire da una domanda che ci viene dalla prima lettura. Una domanda che due angeli rivolgono agli undici, mentre stanno lì, con gli occhi puntati verso il cielo: " Uomini di Galilea, perché state guardando il cielo? " È una domanda che mi colpisce sempre. Perché loro, in quel momento, avevano appena visto Gesù salire. Erano stati con lui. L'avevano ascoltato. E ora era partito. Ed è comprensibile che fossero lì fermi, immobili, gli occhi alzati. Ma gli angeli li scuotono. Come a dire: non è il momento di stare a guardare. C'è qualcosa da fare. La chiesa e la vita Ecco, questa scena mi fa pensare a qualcosa che succede anche a noi. Quando siamo in chiesa, c'è qualcosa di bello, di vero. Siamo alla presenza di Gesù. Lo sentiamo. Le parole che ascoltiamo ci parlano in profondità. È un momento prezioso. Ma poi la messa finisce. E io, alla fine, dico sempre queste parole: " La messa è fini...

Perché noi?

"Una domanda che ci rivela"   VI Domenica di Pasqua – Anno C    (Gv 14,15,21) Il V ang elo di oggi è una piccola parte di un discorso di Gesù sull’amore. Siamo durante l’ultima cena e Gesù sa che da lì a poche ore dovrà consegnare la sua vita a chi lo condurrà al Calvario. Nel brano lungo c'è una domanda che sembra piccola, quasi timida, ma in realtà è esplosiva. La fa Giuda Taddeo: "Signore, come mai ti riveli a noi e non al mondo?" È la domanda che, in fondo, ognuno di noi si porta dentro: perché io? Perché sono qui, in questa chiesa, a credere, mentre tanti altri non ci pensano nemmeno? Che cosa mi distingue? Gesù non risponde direttamente. Non dice: "Perché siete i migliori, i più bravi, i più santi." Non è una questione di merito. Continua invece a parlare di amore — come se la domanda di Giuda non meritasse una risposta diversa da quella che stava già dando. E questa è già la prima cosa che ci colpisce: Gesù non si distrae. L'amo...