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Per dove passiamo?

  LA PORTA E LE FINESTRE Gv 10,1-10 · Giornata Mondiale delle Vocazioni Fratelli e sorelle, Gesù oggi non ci parla con un'idea astratta. Ci parla con un'immagine concreta, presa dalla vita di ogni giorno: un recinto, delle pecore, un pastore, una porta. È il linguaggio della semplicità che spesso è il linguaggio della verità più profonda. Il pastore entra dalla porta. Le pecore lo riconoscono. Sentono la sua voce e lo seguono. Il ladro, invece, non passa dalla porta: scavalca, si intrufola, entra di nascosto. Non viene per dare, viene per prendere. Non viene per accompagnare, viene per rubare. Sembra quasi ovvio, no? Eppure Gesù sente il bisogno di dirlo. Forse perché sa quanto sia facile per noi fare confusione tra la voce del pastore e la voce del ladro.   Le porte e le finestre della nostra vita Proviamo a portare questa immagine dentro casa nostra, dentro la nostra vita, intendo. La nostra vita ha una porta principale. Ha anche una porta di servizio. E ha...

Rimettersi in cammino

  I discepoli di Emmaus Riflessione sul Vangelo di Lc 24,13-35   Guardate quanta gente cammina. La mattina presto, la sera tardi; camminano. Qualcuno ha le cuffiette, qualcuno il cane al guinzaglio, qualcuno la borsa della spesa. C'è chi cammina per tenersi in forma, chi per scaricare la tensione accumulata in ufficio, chi semplicemente perché non ha altro mezzo. E poi c'è chi cammina per scappare via. Comunque lo si guardi, il camminare è sempre un atto di uscita. Si lascia la casa, la sua luce, il suo silenzio noto, la sua sicurezza e si entra in qualcosa di più vasto e imprevedibile. La casa protegge, certo, ma è anche statica: già organizzata, già decisa, spesso immutabile. La strada, invece, porta sempre con sé l'imprevisto. Il Vangelo di oggi ci mette davanti due persone che camminano. E camminano proprio per scappare. "In quel medesimo giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante da Gerusalemme una sessantina di stadi, di nome Emmaus, ...

Un Amore aldilà dei nostri meriti

    Domenica della Misericordia Gv 20,19-31 Oggi è la Domenica della Misericordia. Non è una festa secondaria, non è una domenica come le altre. È il giorno in cui la Chiesa ci dice: guarda il volto di Dio. Guarda come ama davvero. Il Vangelo ce lo fa capire dentro una stanza chiusa a chiave. È la sera di Pasqua. Le donne hanno già annunciato la resurrezione. Pietro e Giovanni hanno visto la tomba vuota. Eppure i discepoli sono lì, nascosti, con le porte sbarrate. Perché? Hanno paura. E questa paura ha due facce. La prima è la paura di fuori: i Giudei li cercano, potrebbero essere arrestati, picchiati, uccisi come Gesù. La seconda, e forse è quella più paralizzante, è la paura di dentro. Il senso di colpa. Hanno tradito Gesù. Sono scappati. Lo hanno lasciato solo sulla croce. E ora si chiedono: "Se Gesù è davvero vivo e torna, cosa penserà di noi?" Conosciamo bene entrambe queste paure, vero? La paura del mondo fuori, del giudizio degli altri, di chi la pensa ...