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Grazie, ma non ho fame

Quando si rifiuta un invito a nozze   Nel Vangelo vediamo spesso Gesù a tavola, a volte con i peccatori, a volte con i farisei. La tavola è uno dei suoi luoghi preferiti per parlare e insegnare, forse perché lì cadono le difese e le polemiche e si diventa più disposti ad ascoltare. Anche oggi Gesù ci porta a tavola: il Regno dei cieli è simile a un re che prepara il banchetto di nozze per suo figlio. Il re è Dio Padre e il figlio che si sposa è Gesù. Ma chi è la sposa? La sposa è l'umanità, siamo noi. Questo è il primo punto che vorrei fissare. 1. Non siamo semplici ospiti: siamo la sposa Nella Bibbia il banchetto è l'immagine della gioia che Dio prepara per il suo popolo. L'abbiamo sentito nella prima lettura: il Signore prepara sul suo monte un banchetto di cibi succulenti per tutti i popoli. Per secoli i poveri, gli oppressi, quelli che faticavano su una terra sassosa hanno sognato quel giorno, quando Dio stesso avrebbe imbandito la tavola per loro. Gesù ci dice ...

Custodi, non padroni

La vigna non è nostra     Mt 21,33-43 1. Un padrone Generoso Il Vangelo di oggi comincia con un gesto di grande generosità. Il padrone non consegna ai contadini un terreno incolto: pianta la vigna, la circonda con una siepe, scava il torchio, costruisce la torre. Prepara tutto, e poi se ne va, fidandosi. Non chiede ai contadini di creare la vigna, ma solo di custodirla e di farla fruttificare. Questa vigna è il mondo intero. Dio ce lo ha consegnato già pronto, bello, ordinato, pieno di vita. E noi siamo stati mandati lì non come padroni, ma come custodi. 2. La tentazione di sentirci padroni Il problema nasce proprio dalla fiducia del padrone. Lui è lontano, e siamo noi a fare tutto il lavoro: seminiamo, costruiamo, produciamo, organizziamo. E così, quasi senza accorgercene, cominciamo a pensare che la vigna sia nostra. Del resto, anche quando abbiamo fatto scelte sbagliate, non abbiamo mai sentito una voce dall'alto delle nuvole che ci diceva: «Stai sbaglian...