Missionari a immagine di Cristo

 Uno in Cristo, uniti nella missione

Giornata Missionaria Mondiale – 18 ottobre 2026 (Mt 22,15-21)

Oggi celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale. E quest'anno è una giornata speciale: è la centesima. Fu Papa Pio XI a istituirla nel 1926, esattamente cento anni fa.

Per questo anniversario Papa Leone ha scelto un tema che è quasi un programma di vita: «Uno in Cristo, uniti nella missione». Le due parti della frase non sono messe a caso in quest'ordine. Prima viene l'essere uno in Cristo, poi l'essere uniti nella missione. Possiamo lavorare davvero insieme per il Vangelo solo se, prima, siamo uniti a Lui.

Per molto tempo abbiamo pensato alla missione in due modi. Il primo: andare nei paesi poveri e aiutare le persone con opere di carità. Il secondo: andare dove Cristo non è ancora conosciuto e annunciare la nostra fede. Sono due aspetti veri e importanti dell'essere missionari. Ma manca qualcosa. Manca ciò che li tiene insieme.

E ciò che li tiene insieme è questo: siamo tutti figli di Dio, tutti amati da Lui. Ma per tanti motivi non tutti riescono a riconoscere questa appartenenza, non tutti riescono a sentirsi amati. Lo scopo della missione, allora, è aiutare ogni persona a scoprire chi è veramente: un figlio, una figlia amata da Dio.

La carità e la predicazione sono strumenti preziosi per arrivare a questo. Ma restano strumenti, e non sono neppure i più importanti. Papa Leone lo sottolinea con forza: al centro della missione c'è l'unione con Cristo. La nostra missione, come la nostra fede, non è un elenco di cose da fare. È una vita da spendere insieme a Colui che ce l'ha affidata, Gesù. Solo vivendo con Lui e per Lui capiamo il senso di ciò che facciamo, e solo così la missione porta frutto.

Quando la missione si stacca da Cristo, succede qualcosa di triste. La carità diventa un'opera sociale, magari bella, ma che facilmente crea gelosie, dipendenza e paternalismo. E la predicazione, se non è accompagnata da una vita di carità che testimoni ciò che diciamo, diventa una semplice difesa delle nostre idee: e proprio da qui, nella storia, sono nate tante divisioni e perfino tante guerre.

Gesù ce lo ha detto chiaramente: «Rimanete in me e io in voi… chi rimane in me e io in lui porta molto frutto». Uniti a Lui e uniti tra noi: solo così porteremo frutto.

Per questo, scrive il Papa, essere uniti nella missione significa custodire e alimentare una spiritualità di comunione e di collaborazione missionaria. Il segreto della missione non sta nelle nostre capacità e nemmeno nelle nostre opere. Sta nell'essere testimoni di un amore gratuito, disinteressato, che nasce dall'amore di Dio.

Allora possiamo chiederci: dobbiamo continuare le opere di carità nelle zone povere? Certamente sì. Ma non sono il motivo per cui siamo lì. Sono il frutto del nostro amore per Dio. Un frutto e uno strumento, non il fine.

E dobbiamo continuare ad annunciare il Vangelo anche a chi non crede? Certamente sì. Ma non per vincere una discussione, né per dimostrare agli altri che sbagliano, né per fare proselitismo. Lo annunciamo per condividere ciò che ci sta più a cuore, le convinzioni profonde che sgorgano dal nostro cuore, sapendo che possono parlare anche a chi non è cristiano ma cerca sinceramente il vero volto di Dio. La Chiesa, come amava ripetere Papa Francesco, cresce per attrazione, non per proselitismo.

Il Vangelo di oggi ci aiuta a capire tutto questo. I nemici di Gesù gli si avvicinano per tendergli una trappola. Gli chiedono: «È lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Qualsiasi risposta sembra sbagliata. Ma Gesù sposta la domanda su un altro piano. Si fa mostrare una moneta e chiede: «Di chi è questa immagine?». «Di Cesare». «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio».

È come se dicesse: che cosa sta al centro della vostra vita? Le cose materiali o Dio? Quella moneta porta l'immagine dell'imperatore. Usatela pure, ma se ne fate il centro della vostra vita, vi renderà schiavi. Voi però portate un'altra immagine: siete stati creati a immagine di Dio. E ciò che porta l'immagine di Dio appartiene a Dio. Solo quando mettete Dio al centro della vostra vita e delle vostre scelte, sarete davvero liberi.

Ecco, allora, la lezione di questa Giornata Missionaria. L'importante non è ciò che abbiamo e nemmeno ciò che facciamo, ma ciò che siamo: figli amati, uniti a Cristo. Tutto il resto, la carità, l'annuncio, il servizio, spunterà da sé, come i frutti di un albero, l'albero della nostra fede, che affonda le sue radici in Dio.

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