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Portatori del fuoco dell'amore

 A chi apparteniamo noi? Oggi è la giornata missionaria mondiale. Quest’anno il Papa ha scelto come tema per la nostra riflessione la frase: “ Cuori ardenti, piedi in cammino ”. È un chiaro riferimento all’esperienza dei due discepoli di Emmaus. Essi si trovavano in un momento di forte delusione perché il loro maestro, colui che aveva inspirato in loro grandi sogni, è stato ucciso. Se ne vanno delusi come se nulla avesse più senso. La vita ritorna nel loro cuore quando riflettono sulla Parola di Dio, guidati da uno sconosciuto. I loro cuori, da freddi diventano infuocati: “ Non ardeva forse il nostro cuore mentre egli parlava a noi ?”. Quando poi riconoscono che colui che parlava era proprio il loro maestro, allora il fuoco diventa incontenibile e da persone depresse che scappavano dalla vita, si trasformano in missionari che corrono ad annunciare la buona notizia. Questo messaggio è importante per noi. La Parola di Dio è sempre a nostra disposizione e lì possiamo trovare le ri...

Siamo invitati a nozze: chi si sposa?

  Invitati a nozze. Chi si sposa? (Mt 22:1-14) Gesù è ormai in Gerusalemme, pochi giorni prima del suo arresto e della sua condanna a morte. Si sta preparando. Sa che non potrà evitarla, ma vuole che ognuno abbia il maggior beneficio da essa. Si concentra ora su quelli che lo condanneranno. A loro ha già dedicato le due parabole che abbiamo sentito nelle due domeniche scorse. Anche la parabola di oggi è per loro. Si parla della festa di nozze del figlio di un re e degli invitati a tale festa. La storia, in sé, presenta molti punti difficili da accettare in un racconto normale, ma se la prendiamo per quello che è, cioè un modo figurato di raccontare la realtà, si vede che tutto ha senso. Gesù sta parlando del popolo di Israele che è stato invitato a partecipare alle nozze di Dio con l’umanità celebrate tramite suo figlio. Coloro che lo stanno ascoltando in quel momento, cioè i capi del popolo e i sacerdoti del tempio, sono i primi invitati, in quanto popolo eletto, ma essi rifiu...

Cosa è veramente nostro?

  Quando la ricchezza ci rende avidi. (Mt 21,33'46) Non so se mentre leggevate questo brano avete fatto attenzione: è la terza settimana di fila che Gesù racconta una parabola che ha sempre come ambiente una vigna. Qual è l’intenzione di Gesù nel raccontare queste tre parabole? Tutte e tre le parabole sono state raccontate da Gesù a Gerusalemme, durante la settimana santa, cioè pochi giorni prima della sua morte. Inoltre il vangelo specifica ogni volta che Gesù sta parlando agli anziani e ai capi del popolo. È chiaro allora che la vigna rappresenta il popolo stesso e che i vignaioli, o coloro che dovrebbero lavorare nella vigna sono appunto le persone che sono a capo del popolo, cioè i Farisei e i sacerdoti. La parabola di oggi è la più dura delle tre. Due domeniche fa si parlava di lavoratori e della loro ricompensa, la settimana scorsa si parlava del fatto che un figlio accetta di lavorare nella vigna mentre l’altro non accetta. Oggi si parla di persone che effettivamente ...

Ma ne vale la pena?

 Gli ultimi saranno i primi Quando Gesù racconta una parabola, non vuole raccontarci semplicemente una storia, ma vuole parlarci di Dio e del nostro rapporto con Lui. Ecco perché, di solito, in ogni racconto ci sono degli elementi strani o esagerati che non si adattano bene al racconto stesso, ma descrivono bene ciò che Gesù vuole insegnarci. La parabola che abbiamo appena ascoltato ne è un buon esempio, e presenta un aspetto per noi molto difficile da accettare. Molti cristiani, e forse anche alcuni di noi, pensano che il padrone della vigna si sia comportato ingiustamente nei confronti dei lavoratori arrivati per primi, e forse ci sentiamo in diritto di rimproverargli di essere andato contro i più basilari principi di giustizia. Questo è importante perché quando riflettiamo sulla nostra vita e sulle tante cose che facciamo, potremmo chiederci: quale compenso ci darà Gesù alla fine? Utilizzerà giustizia? Che tipo di giustizia? Vogliamo in qualche modo stipulare un contratt...

Ma è proprio necessario?

  Da che parte andiamo? (Mt 16,21-27) Non so se vi ricordate il Vangelo delle ultime 3 domeniche. 3 settimane fa, Gesù ha sgridato Pietro perché ha poca fede. Lui voleva camminare sull'acqua e Gesù glielo aveva concesso, ma poi aveva dubitato e cominciato ad affondare. La settimana dopo abbiamo letto che gli apostoli volevano liberarsi di una donna che dava loro fastidio e hanno chiesto a Gesù di fare in fretta un miracolo per mandarla via, perché con la sua insistenza li disturbava. Anche in quella occasione Gesù mostra quanto piccola sia la loro fede, paragonata a quella della donna. La settimana scorsa, invece, sembrava che Pietro si fosse finalmente convertito dicendo: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivo”. Gesù lo aveva lodato per la sua Fede e lo aveva indicato come punto di riferimento per il futuro della sua Chiesa. Il Vangelo di oggi ci mostra un altro momento di debolezza di Pietro. Con la testa e con il cuore egli crede veramente in Gesù, ha fiducia in lui, ma quand...