Il vero business

 Quando le regole commerciali non bastano più

L'economia si basa su un principio semplice, quasi banale: se vuoi che la tua azienda sopravviva, devi produrre più di quello che consumi. Tutto il resto viene dopo. Al centro c'è il guadagno, e per aumentarlo la via più ovvia è spendere meno e produrre di più. Chi può obiettare? Davanti alla matematica dei conti non ci sono scappatoie.

Eppure forse il calcolo non è così semplice come sembra. Il problema non è tanto quanto si produce o quanto si guadagna, ma dove va a finire quel guadagno. Ed è proprio qui che nascono le differenze politiche che sono alla base di ogni governo del mondo.

C'è chi dice: io ho messo il capitale iniziale, quindi il guadagno netto, tolte le spese, è mio — e in questo modo i salari dei lavoratori diventano semplicemente una voce di spesa come un'altra. C'è chi invece pensa che buona parte del guadagno debba essere reinvestita per far crescere l'azienda, lavorando per il futuro — un discorso più complesso, ma che resta comunque centrato sul prodotto, presente o futuro. E c'è infine chi dice: sì, il padrone ha messo il capitale, ma sono i lavoratori che hanno prodotto, e quindi hanno diritto a una parte del profitto, non solo a uno stipendio.

Non sto qui a fare l'analisi politica di queste tre posizioni — questa è una predica, non un dibattito economico, e tra chi mi ascolta ci sono persone che votano dall'estrema sinistra all'estrema destra, e ognuno ha diritto al proprio punto di vista. Mi limito a presentare, oggi, il punto di vista di Gesù. Che, lo dico subito, non è un punto di vista economico o politico. È spirituale.

Gesù comincia così: "Il regno dei cieli può essere paragonato a...". Questa frase, da sola, ci dice già tutto: stiamo entrando in un ordine diverso da quello della nostra vita quotidiana, da quello dei nostri calcoli personali. Se diamo davvero la priorità alle cose dello spirito, questo dovrebbe cambiare il nostro modo di agire, le nostre priorità reali.

Il padrone della vigna esce di casa a ogni ora del giorno. È un'immagine di tutta la storia della salvezza: Dio, da sempre, invita ogni uomo a partecipare al suo regno, a lavorare nella sua vigna, in qualunque momento della vita si trovi.

Ai primi che assume, promette la paga giusta — quella stabilita dalla legge — e su questa fa un vero contratto. Anche con quelli che assume più tardi fa un accordo, ma qui non specifica più la somma: si limita a dire che la paga sarà "adeguata". Ed è qui che cominciamo a intuire che Dio si sta allontanando dai nostri calcoli. Non parla più di "legale", ma di "adeguato". E dobbiamo capire cosa significhi, per lui, adeguato.

Arriviamo al centro del racconto. Chi è arrivato per ultimo viene pagato per primo — una scelta che sembra fatta apposta per provocare la reazione degli altri, forse anche una loro riflessione più profonda. E la sorpresa vera è un'altra: ognuno, indipendentemente dall'ora in cui è arrivato, riceve la stessa somma di chi ha lavorato dieci volte tanto, dall'alba. Dove sta la matematica, in tutto questo?

La parola "adeguato" vuol dire che i calcoli di Dio non sono fatti pensando al prodotto, né allo sviluppo dell'azienda, ma alle necessità dei lavoratori. Viene quasi da pensare che il padrone sia uscito a tutte le ore non perché avesse bisogno di altre braccia, ma perché voleva dare a quante più persone possibili l’opportunità di lavorare per lui e di sperimentare la sua bontà. Non sta rubando nulla ai primi. È semplicemente generoso con gli ultimi.

Non sappiamo perché gli ultimi siano arrivati così tardi. Forse non sapevano di questa possibilità. Forse stavano cercando altrove. Forse erano rimasti a letto, pigri. Il padrone non fa domande. Semplicemente, offre. E una cosa è certa: ognuno di quei lavoratori, a fine giornata, doveva comprare il cibo per sé e per la propria famiglia — e quel denaro era necessario, non un capriccio, non un premio.

Nel Regno di Dio, dunque, non conta il prodotto. Conta la persona. Non si fa il calcolo di quanto hai lavorato, di quando ti sei convertito, di quante messe hai seguito o preghiere hai detto. Dio ci accoglie tutti perché siamo tutti suoi figli, tutti abbiamo bisogno del suo amore, e lui ci tratta tutti allo stesso modo: dando a ciascuno la pienezza del suo amore.

La gelosia — che a noi sembra così giustificata, così umana — non fa parte del modo di agire di Dio. Noi non abbiamo alcun diritto di reclamare davanti a lui. Non ci siamo conquistati il paradiso perché abbiamo fatto tanto per lui. Lo riceviamo solo perché lui è un padre generoso.

E allora sorge una provocazione, quasi una tentazione: se è così, allora è meglio godersi la vita senza troppo pensare a Dio, e poi convertirsi negli ultimi mesi. È qui il segreto che i non credenti non conoscono, e che spesso anche noi cristiani dimentichiamo: la felicità non è solo in Paradiso, come premio finale per la fatica di oggi. La felicità nasce dall'essere con lui, adesso. Nel momento stesso in cui apro il cuore a Dio, comincio già a ricevere quella meravigliosa paga che è il suo amore. È Lui che ci dà la felicità vera, non la ricchezza o il cibo o il bere.

Allora io sono davvero fortunato, se per tanti anni, o per tutta la vita, ho potuto condividere questo grande tesoro. E gli sfortunati, in un certo senso, sono proprio quelli arrivati tardi, che qui sulla terra hanno potuto godere solo di qualche breve momento di questa felicità. Per fortuna, però, potranno continuare a goderne per l'eternità.

Ed è stato proprio questo lo sbaglio dei lavoratori della prima ora: hanno lavorato tutto il giorno pensando solo alla paga finale, e hanno accumulato soprattutto fatica e nervosismo, senza accorgersi della grande fortuna che già avevano — essere nella vigna di Colui che può renderli davvero felici, fin da subito.

Allora, fermiamoci un momento, prima di chiudere. Come viviamo la nostra vita? Siamo coscienti che Dio è già con noi, qui, oggi — non solo alla fine? Riusciamo davvero a goderci la sua presenza, ad approfittare della sua grazia, o anche noi stiamo lavorando tutto il giorno nella vigna, pensando solo al conto finale?

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