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Beato te! Quando?

  Beato te! … Quando? (Mt 5,8) Per comprendere bene il vangelo delle Beatitudini dobbiamo ricordare che esso è inserito nel Discorso della montagna di cui fa da Introduzione o presentazione. Nella mente di Gesù questo discorso è il sommario della vita cristiana, la presentazione di un programma di vita che poi lui realizzerà e che lascerà a noi suoi discepoli da seguire. Subito dopo questa introduzione che sono le Beatitudini, c’è poi la spiegazione del perché dobbiamo vivere così: Per essere sale della terra e luce del mondo. Quindi le beatitudini e soprattutto le promesse che sono ad esse collegate non sono basate nel futuro e nella vita eterna ma sono dirette all’impegno per il qui e l’oggi. Il termine “Beato” è molto ricorrente sia nell’AT che ne NT, quindi probabilmente era molto usato e compreso anche dalla gente comune. “Beati” vuol dire   “felici”, “fortunati”, quindi si parla di una realizzazione personale che genera serenità, senso di compimento. Oggi noi usi...

La legge più importante

  Il comandamento dell’amore   (Mc 12, 28-34) Nelle settimane scorse abbiamo fatto il cammino assieme a Gesù e ai suoi discepoli verso Gerusalemme. Col vangelo di oggi siamo già arrivati e siamo durante la settimana santa. Qui Gesù si scontra varie volte con i capi del popolo. Ricordate che proprio in quei giorni c’è l’episodio in cui Gesù caccia i venditori dal tempio, per cui essi cercano tutti i modi per farlo morire. Possiamo notare un apparente paradosso: più si è vicini alla religione, più si è imbevuti di quella mentalità, più difficile è accogliere Dio. I pii israeliti gli sputeranno in faccia, lo schiaffeggeranno, lo bastoneranno e lo irrideranno: in nome di Dio uccideranno Dio. Perché tutto questo? Perché un'idea religiosa, cioè un’idea attribuita a Dio, diventa inconfutabile, incontrovertibile e appare come l'unica e assoluta verità. Durante le discussioni avute, uno scriba probabilmente rimane colpito dal modo di ragionare di Gesù, capisce che può acquisire d...

L'inganno del potere

  Autorità o Potere? (Mc 10,35-45)   Non so perché, quando anni fa nello scegliere le letture delle varie domenica, hanno deciso di omettere alcune righe del vangelo. Domenica scorsa eravamo arrivati al verso 31 del capitolo 10 di Marco, oggi ricominciamo dal verso 35. Cosa è contenuto nelle righe mancanti? Il terzo annuncio della morte di Gesù. Dopo i primi due annunci che abbiamo ascoltato alcune settimane fa, Gesù per una terza volta dice chiaramente ai discepoli che non appena arriveranno a Gerusalemme, Lui sarà messo a morte. L’evangelista poi commenta che i discepoli furono presi dalla paura. Probabilmente chi ha scelto le letture avrà pensato che era inutile ripetere ancora questo argomento, o forse avrà ritenuto che sarebbe stato difficile per la gente comprendere l’apparente diversità tra queste righe e quelle che abbiamo letto oggi. Io ritengo che non si può comprendere bene il significato del vangelo di oggi se non è visto alla luce della paura di andare a morire ...

Quanto costa la felicità?

  Quanto costa la felicità? (Mc 10,17-27)  Il Vangelo di oggi ci presenta una situazione che ci coinvolge tutti: cosa ricerchiamo nella vita? Ce lo presenta confrontando due persone: la prima è un uomo di cui non si descrive alcuna caratteristica particolare, eccetto il fatto che è ricco, un uomo qualsiasi e potrebbe essere ciascuno di noi; il secondo è Pietro che parla a nome dei discepoli e che rappresenta, forse, l'ideale a cui tutti noi dovremmo tendere.  Siamo di nuovo in viaggio. Nel Vangelo di Marco, tutti gli insegnamenti importanti di Gesù sono fatti durante un viaggio; per Lui è il viaggio verso Gerusalemme, per noi il viaggio della vita, il viaggio verso Dio. Mentre Gesù cammina, gli si avvicina una persona, una persona brava che fin da piccolo ha sempre messo in pratica tutti i comandamenti; potrebbe essere lui il nostro modello, però di questa persona si dice che gli manca qualcosa, non si sente felice, sente un vuoto; allora va da Gesù, perché lo ha rico...

Chi è padrone di Dio?

Chi è padrone di Dio? ( Mc 9,38-43. 47-48 )  Quando studiavo teologia e dovevo preparare un esame, mi preoccupavo di leggere il libro che conteneva tutte le nozioni e andavo all'esame sicuro perché sapevo cosa dire. Quando studiavo matematica   imparavo le varie regole da applicare e tutto riusciva bene. Alla fine, poi, guardavo alla pagella, ai bei voti e potevo vantarmi dicendo che era tutto frutto del mio lavoro, me lo ero guadagnato. Questo funziona bene con le materie scolastiche, ma c'è il pericolo che noi vogliamo utilizzare lo stesso metodo anche per il nostro rapporto con Dio. Noi vogliamo delle regole da applicare, dei lavori da fare, delle cose da conoscere, e alla fine poter dire: so che cosa devo fare, posso guadagnarmi la salvezza. Ma con Dio non funziona così. Dio non vuole un rapporto basato su regole, ma un rapporto personale. La frase che troviamo nel Vangelo di oggi, riferita dagli Apostoli: “ Abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volev...

Di cosa parlate ogni giorno?

Il 2° annuncio della passione. (Marco 9, 30-37 ) Non so se vi ricordate il vangelo di domenica scorsa. Dopo un momento esaltante, quello della professione di fede di Pietro, Gesù fa il primo annuncio della passione. Non viene compreso e allora deve riprendere Pietro e dire che chi vuol essere suo discepolo deve prendere la sua c r o c e. Il vangelo di oggi si pone in continuità con quello e si apre con una frase molto indicativa: “ Gesù attraversava la Galilea, ma non voleva che alcuno lo sapesse” . Eravamo abituati a vedere Gesù che va in cerca delle folle per predicare, qui, invece, sembra evitarle. Il suo atteggiamento ci dice che Lui sta facendo il suo ultimo viaggio, quello verso Gerusalemme e ormai ha come priorità il formare i suoi discepoli, coloro che dopo la Risurrezione dovranno portare avanti la sua missione. Lui sa quanto deboli essi sono, quanto attaccati alla mentalità corrente. Sa che se non li prepara bene, l’impatto emotivo con quello che succeder...

La tentazione di un Gesù solo umano o di un Dio che non si fa uomo.

  La tentazione di un Gesù solo umano o di un Dio che non si fa uomo.     Mc 8,27-35 Nei vangeli, specialmente in quello di Marco, abbiamo un fatto particolare: dopo i miracoli Gesù intima ai beneficiari, di non dirlo a nessuno, ma ogni volta essi vanno a fare grande pubblicità. Perché questa strana richiesta di Gesù? Si stava creando un’immagine di Lui come Messia che era diversa da quella vera, quella che Lui voleva dare e che appare nella sua predicazione. La gente ricercava l’uomo dei miracoli, l’uomo di successo dalle soluzioni facili, un condottiero capace di guidare il popolo alla riscossa contro gli invasori e gli infedeli. Lui, invece, ci vuole presentare un Messia servo, umile, costruttore di pace, predicatore del perdono. Il vangelo di oggi affronta proprio questo argomento. Gesù chiede ai suoi discepoli: “ La gente, cosa pensa di me? ”. Le risposte sono varie, ma a Gesù veramente non interessano. La sua domanda era solo un pretesto per introdurre un...