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Il vero business

  Quando le regole commerciali non bastano più L'economia si basa su un principio semplice, quasi banale: se vuoi che la tua azienda sopravviva, devi produrre più di quello che consumi. Tutto il resto viene dopo. Al centro c'è il guadagno, e per aumentarlo la via più ovvia è spendere meno e produrre di più. Chi può obiettare? Davanti alla matematica dei conti non ci sono scappatoie. Eppure forse il calcolo non è così semplice come sembra. Il problema non è tanto quanto si produce o quanto si guadagna, ma dove va a finire quel guadagno. Ed è proprio qui che nascono le differenze politiche che sono alla base di ogni governo del mondo. C'è chi dice: io ho messo il capitale iniziale, quindi il guadagno netto, tolte le spese, è mio — e in questo modo i salari dei lavoratori diventano semplicemente una voce di spesa come un'altra. C'è chi invece pensa che buona parte del guadagno debba essere reinvestita per far crescere l'azienda, lavorando per il futuro — un d...

Perdonare l'impossibile

  Il debito impossibile          ( Mt 18,21-35 ) C'è una parola che usiamo spesso, quasi con leggerezza, e che invece nasconde un significato enorme: perdonare. In latino è "per-donare": donare fino in fondo, donare senza trattenere nulla per sé. Non è un piccolo gesto di cortesia. È un dono totale, senza condizioni. E oggi il Vangelo ci chiede: siamo davvero capaci di un dono così? Partiamo da un'esperienza che forse conosciamo bene. Guardiamo una persona particolarmente noiosa, o con tanti difetti, e dentro di noi sale la domanda: "Ma quante volte devo ancora perdonarla?" E se qualcuno mi chiedesse: "Ma tu non ti stufi mai?", risponderei sinceramente: io sì. Dio no. "Mi fa arrabbiare." "Mi fa perdere tempo." "Mi ha deluso." "È incorreggibile." "Non capisce la mia situazione." Quante scuse sappiamo trovare per non perdonare! Ma esistono, invece, dei motivi veri per farlo? Prima di risponde...

Perdonare e pregare, due forme grandi di amore

IL   VERO AMORE Matteo 18,15-20 Il Vangelo di oggi ci provoca su tre argomenti, in apparenza, ben distinti: la correzione fraterna; Il sacramento della confessione; La preghiera fatta insieme, in comunità. Se li leggessimo come tre temi separati, rischieremmo di perdere il cuore di quello che Gesù ci sta dicendo oggi. Perché non sono tre insegnamenti diversi: sono tre volti della stessa cosa. E quella cosa ha un nome solo: l'amore; la preoccupazione per l'altro, il desiderio di salvarlo. È sempre lì che Gesù ci porta, in ogni pagina del Vangelo: l'amore è il centro, non un tema fra i tanti.   Partiamo dalla correzione fraterna. La prima cosa che salta agli occhi, leggendo con attenzione, è che lo scopo di questo gesto non è accusare il fratello, e tanto meno punirlo. Lo scopo è aiutarlo a riconoscere il proprio errore, perché possa correggersi e ricominciare a vivere in modo giusto. Ecco perché il primo passo è un dialogo personale, a tu per tu: è lì che le due persone ...

La fede che non cancella l'uomo

  "Stai dietro a me" : la fede che non cancella l'uomo Buongiorno e bentornati! Domenica scorsa avevamo lasciato Pietro nel suo momento più bello: davanti a Gesù che gli chiede "voi chi dite che io sia?", lui risponde senza esitazioni: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Una professione di fede impeccabile, tanto che Gesù stesso lo elogia e gli dice che quelle parole non gliele ha suggerite un uomo, ma il Padre. Il vangelo di oggi è la continuazione diretta di quella scena. Non è un episodio nuovo, è lo stesso momento, forse a distanza di pochi minuti. E qui vediamo un Pietro completamente diverso — almeno all'apparenza. Un Pietro che si oppone al piano di Gesù, tanto che Gesù è costretto a rimproverarlo, chiamandolo addirittura satana. Come è possibile un capovolgimento così repentino? Proprio questo particolare ci insegna qualcosa di molto importante per la nostra vita: non importa quanto sia forte la nostra fede, essa non cancel...

E Tu chi sei?

"Voi, chi dite che io sia?" Chi sono io? O meglio: chi sei tu? Gesù pone ai suoi discepoli una domanda a cui è difficile rispondere: "Chi sono io per te?" Comincia da lontano, chiedendo prima: " Cosa pensa la gente di me?" Questo non serve tanto a conoscere l'opinione della folla, quanto ad aiutare i discepoli a capire che le risposte che daranno riveleranno lo stato interiore di ciascuno. È chiaro che tutti erano entusiasti di Gesù. Ricordiamoci che solo un paio di giorni prima era circondato da una folla immensa, a cui aveva dato da mangiare moltiplicando pane e pesci. Non ci sono dubbi, dunque, che nella mente della gente si stessero formando grandi aspettative. Chi cercava stabilità e risposte chiare, sognava di aver trovato il nuovo Mosè. Chi cercava novità, sognava che fosse tornato Giovanni il Battista. Chi aveva bisogno di altri miracoli, sognava che fosse giunto un nuovo Elia. Chi era attratto dalle sue parole, vedeva in lui un nuovo ...