Cosa vuole Dio da Noi?
Preghiera e giustizia: Cosa vuole Dio da noi? Lc 12,13-21
XVIII Sunday year C
Domenica scorsa Gesù ci aveva insegnato a pregare dicendo che la vera preghiera è entrare in relazione con Dio Padre per conoscerlo meglio e diventare il più possibile uniti a lui. Oggi Gesù prosegue nel suo insegnamento spiegandoci cosa dovrebbe essere il contenuto della nostra preghiera, o meglio la motivazione che sta dietro ad essa.
Spesso la nostra preghiera nasce da un bisogno materiale piuttosto che dal desiderio di stare con lui. Chiediamo a Dio salute, conforto nelle difficoltà economiche, pace nei conflitti familiari. È umano, ed è giusto portare davanti a Lui le nostre sofferenze. Ma oggi, il Vangelo ci invita ad andare oltre. Ci chiede: che tipo di giustizia cerchi? Che cosa speri dalla tua preghiera? Ho utilizzato la parola giustizia perché nel linguaggio di Gesù questo è il senso della preghiera, cercare ciò che è veramente giusto, non secondo i miei parametri e neppure quelli delle leggi umane, ma secondo la natura delle cose come Dio le ha create.
Noi tendiamo a desiderare che Dio risolva le cose secondo il nostro punto di vista. In una lite, chiediamo che dia ragione a noi. In una prova, che ci liberi subito. Se due persone hanno punti di vista opposti, spesso litigano. Entrambe reclamano di essere nel giusto, ma il giusto non può essere su due lati opposti contemporaneamente. Quasi sicuramente nessuna delle due persone è completamente nel giusto e tutte e due hanno almeno una parte di verità. Quindi, quando chiediamo a Dio di intervenire, siamo sicuri che la nostra visione sia quella giusta? La giustizia di Dio non è semplicemente “prendere le parti”, ma illuminare il cuore, rivelare la verità nascosta dietro le apparenze.
La giustizia di Dio è amore che corregge, non favoritismo che accontenta.
Allora, pregare non è convincere Dio, ma lasciarci convincere da Lui. È aprire uno spazio nel cuore per accogliere una prospettiva più grande. Quando preghiamo sinceramente, quando ci fermiamo davanti a Dio in silenzio e verità, qualcosa cambia dentro di noi. Si dissolve l’orgoglio, nasce la comprensione. Se Dio è il creatore, colui che conosce le cose nella loro vera realtà profonda, ma al tempo stesso è un padre che ci ama e vuole per noi solo il meglio, Lui sa già di cosa abbiamo veramente bisogno, prima ancora che glie lo chiediamo. Quindi, anche se sembra che la preghiera autentica non risolva il problema fuori di noi, però ci trasforma dentro.
E allora, chi prima voleva vincere, ora desidera riconciliarsi. Chi chiedeva la guarigione fisica, ora comprende che anche l’anima aveva bisogno di essere curata.
Pregare significa mettersi allo specchio davanti a Dio. Senza maschere. Significa dire: “Signore, mostrami chi sono davvero. Non quello che voglio ottenere, ma quello che Tu vuoi che io diventi.” E Lui, che ci ama come Padre, ci parla con discrezione. Non ci impone, ma ci orienta. Non ci obbliga, ma ci guida.
E a volte, nella preghiera, ci accorgiamo di qualcosa che prima non vedevamo: che il nostro nemico è anche fratello, che il nostro rancore ci ferisce più di quanto ferisca l’altro, che la pace vale più della vittoria.
La vera giustizia nasce dal cuore. Se davvero fossimo disposti a cambiare noi stessi, tanti conflitti non nascerebbero nemmeno. Immaginate una comunità dove la giustizia è cercata nella luce del Vangelo: dove non si prega per “avere di più”, ma per dare di più; dove non si chiede solo pace per sé, ma si costruisce pace per gli altri.
La preghiera diventa anche forza sociale, motore di solidarietà. Non possiamo chiedere benessere a Dio se chiudiamo gli occhi davanti a chi vive nella povertà. Non possiamo cercare guarigione se non siamo disposti a guarire le ferite del nostro fratello.
Fratelli e sorelle, torniamo a pregare con autenticità. Non formule vuote, ma parole vive. Torniamo a dire: “Signore, cambiami. Apri i miei occhi. Trasforma il mio cuore.” Perché solo quando siamo disposti a cambiare, Dio può compiere in noi il miracolo più grande: quello della vera giustizia, quella che si vede nel quotidiano, nella carità, nella riconciliazione, nella speranza.