Dalla paura alla liberta

 Un interessante cammino di liberazione  (Gv 4,5-42)

Quello che ci viene raccontato oggi da Giovanni è un interessante cammino di liberazione da molti complessi o schiavitù psicologiche, che tutti noi dovremmo considerare in questo periodo di Quaresima.

Nel suo viaggio verso Gerusalemme Gesù incontra una donna samaritana, una donna dalla vita complicata e segnata da varie ferite. In quell’epoca non era semplice essere donna, e ancor meno essere Samaritana, due categorie di persone viste con diffidenza e disprezzo dagli altri. Inoltre questa donna rivela di avere una vita burrascosa con ben 5 ex-mariti e ora vive illegalmente con un sesto; questo è un altro motivo per essere esclusa dalla vita sociale e dalla fiducia della gente. Anche il suo rapporto con Dio è confuso, non sa bene dove sia giusto pregare, probabilmente non sa bene neanche cosa significhi pregare. Si è sempre sentita giudicata e messa da parte.

Gesù, con lei, imposta un dialogo pieno di fiducia, lontano da ogni pregiudizio. Mostra di conoscere la sua situazione ma non la giudica, si avvicina a lei per offrirle la libertà da tutti i suoi problemi.  

Per iniziare il dialogo, Gesù le chiede dell'acqua da bere e subito dopo offre lui un'acqua che dà vita. Spesso noi abbiamo sete, ma non solo di acqua. Abbiamo sete di potere, di gratificazioni, di fama, di denaro. Cerchiamo cose che non solo non danno vita, ma ci rovinano, ci rendono schiavi. Sono proprio questi desideri errati che hanno reso la Samaritana isolata e timorosa.

Gesù ci offre un'acqua che dà vita fatta di semplicità, coraggio, sincerità, e che ci permette di essere noi stessi.

In questo processo di liberazione dalle passioni sbagliate la fede ha una parte importante e Gesù spiega come deve essere la fede: non basata su riti e formule ma in spirito e verità. Spesso no veniamo in chiesa solo per compiere un dovere e dentro di noi lo riteniamo pesante, infatti molti hanno scelto di non pregare più. Gesù ci ricorda che egli vive già dentro di noi e ci accompagna ogni momento della giornata perché tutto trova senso solo se orientato a Lui e illuminato dalla sua parola.

A questo punto la donna non si sente più giudicata, ma accettata per quello che è, e può permettersi di essere se stessa senza paura.

Quando si sente riempita di fiducia in quello che Gesù le ha detto, lascia la brocca lì al pozzo e corre al villaggio a raccontare agli altri ciò che è successo.

Qui ci sono 2 dettagli molto importanti. La brocca era la sua vita, l’unica scusa per poter uscire di casa, qualcosa di necessario; ora la lascia da parte perché ha cose ben più importanti da fare. Il secondo dettaglio sta nel fatto che prima lei aveva paura del giudizio degli uomini, ora, invece, torna al villaggio per incontrarli e parla senza paura della sua situazione.

Il nostro cammino quaresimale deve portarci a rivedere i nostri pregiudizi, le nostre relazioni con le persone diverse da noi, le nostre relazioni intime, la nostra fedeltà, la nostra relazione con Dio. Niente di quello che abbiamo fatto o facciamo è un ostacolo al nostro rapporto con Dio, Dio lo conosce già tutto e il suo amore è molto più forte del nostro peccato a patto che abbiamo il coraggio di parlarne con lui e ci fidiamo delle sue soluzioni.

Allora, chiediamoci:

·                  cosa sto cercando nella mia vita? Quali sono i desideri che guidano le mie scelte? Sono scelte di vita o di schiavitù?

·                  E come è il mio rapporto con Dio? Solo formale, fatto tutto di riti, formule, regole, oppure è  un rapporto di amicizia, fiducia, ricerca della sua verità?

 

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