Chi vede davvero?
Dal Vangelo della IV Domenica di Quaresima – Il cieco nato (Gv. 9)
Oggi voglio parlarti di qualcosa che diamo per scontato ogni giorno: il vedere. Pensiamo di sapere come funziona, no? Apriamo gli occhi e vediamo. Semplice.
Ma il Vangelo di questa domenica ci mette di fronte a una domanda scomoda: e se quello che crediamo di vedere non fosse la realtà ? E se ci fossero filtri, pregiudizi, paure che distorcono la nostra vista senza che ce ne accorgiamo?
Proviamo, insieme, a guardare le cose in modo diverso.
🔵 PARTE 1 — Tutti vediamo… ma vediamo davvero?
Partiamo da un'immagine semplice. Se metti degli occhiali con le lenti verdi, il mondo ti appare verde. Se le lenti sono gialle, tutto diventa giallo. Se spegni la luce, non vedi niente.
Ecco: la nostra visione della realtà funziona un po' così. Siamo tutti convinti di vedere le cose per come sono — ma in realtà le vediamo attraverso i nostri filtri. Le esperienze che abbiamo vissuto. Le persone che amiamo o che temiamo. Le idee che ci hanno insegnato da piccoli.
Se ami il basket, noti tutto quello che riguarda il basket. Se ami la musica, il tuo sguardo si ferma sui manifesti dei concerti, sulle cuffie della gente, sulle note che escono da una finestra aperta.
Leggi un giornale? Le notizie che ti colpiscono sono quelle che confermano quello che già pensi.
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Non è colpa nostra. È come funziona la mente umana. Ma riconoscerlo è già il primo passo. |
🔵 PARTE 2 — Il cieco che vede e i vedenti che sono ciechi
Nel Vangelo di oggi c'è una scena che, se ci fermassimo un attimo a guardarla, è quasi comica — nel senso tragico della parola.
Da un lato abbiamo i Farisei: uomini istruiti, rispettati, che conoscono la Legge a memoria. Davanti a loro c'è un uomo che era cieco dalla nascita e che adesso ci vede. Un fatto straordinario, no? Eppure loro cosa vedono? Un imbroglione. Un problema. Una minaccia alla loro autorità .
Dall'altro lato c'è lui, il cieco nato. Non ha studiato teologia. Non conosce le dispute rabbiniche. Quando lo interrogano, non sa rispondere a tutto. Ma dice una cosa sola, con una semplicità disarmante:
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"Io so solo una cosa: prima non ci vedevo, e adesso ci vedo." |
E quando gli chiedono chi è Gesù, risponde con quello che ha: «Credo che sia un profeta».
I sapienti lo ridicolizzano. Gli fanno il terzo grado. Convocano i suoi genitori. Ma alla fine, senza accorgersene, stanno ridicolizzando se stessi. Perché il miracolo è davanti ai loro occhi, e loro non riescono a vederlo.
Allora la domanda è: chi dei due vede davvero? Chi ha gli occhi aperti?
🔵 PARTE 3 — Cosa ci impedisce di vedere?
I Farisei non sono i cattivi di una fiaba. Sono persone come noi. E quello che li acceca è qualcosa che conosciamo bene: l'orgoglio. La paura di perdere la propria posizione. La necessità di avere ragione a tutti i costi.
Quando qualcosa — o qualcuno — mette in discussione la nostra visione del mondo, la prima reazione non è aprirsi. È difendersi.
E allora pensiamoci: quando guardi una persona che non conosci, cosa vedi per primo? La sua nazionalità ? Il modo in cui è vestita? Se sembra «come noi» o «diversa da noi»?
Quando sei al lavoro e qualcosa va storto, cosa vedi? Un problema da risolvere insieme, o qualcuno a cui dare la colpa?
Quando sei in famiglia e nasce un conflitto — cosa vedi nell'altro? Un nemico o una persona che forse sta soffrendo anche lei?
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È la stessa persona. Ma la vediamo in modo completamente diverso a seconda di cosa portiamo dentro. |
🔵 PARTE 4 — La luce che cambia lo sguardo
Gesù dice una cosa bellissima nel Vangelo di oggi: «Io sono la luce del mondo».
Non è una frase poetica. È una proposta concreta. Vuol dire: se vuoi vedere le cose per quello che sono davvero, guardalo attraverso di me.
E cosa significa guardare con gli occhi di Gesù?
Significa che quella persona davanti a te — chiunque sia, qualunque cosa abbia fatto — è stata creata da Dio. Che Dio la ama. Che Cristo è morto per lei. Anche se lei non lo sa, anche se se ne frega, anche se si professa ateo.
Questo non vuol dire essere ingenui o ignorare il male. Vuol dire vedere la realtà più a fondo. Vedere non solo quello che appare, ma quello che c'è sotto.
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Ogni persona, ogni situazione, ogni momento — riceve il suo vero significato solo se lo guardiamo nella luce di Dio. |
Ed è per questo che Gesù aggiunge: «Dobbiamo compiere le opere di Dio finché è giorno». Non rimandare. Non aspettare il momento giusto. La luce è adesso. Lo sguardo nuovo è possibile adesso.
🔵 CONCLUSIONE — E tu, cosa vedi?
Voglio lasciarti con qualcosa su cui riflettere questa settimana.
Ogni giorno siamo bombardati da notizie, da situazioni, da persone che ci chiedono di dare un giudizio. Buono o cattivo. Da accettare o da rifiutare. Da abbracciare o da cui fuggire.
E spesso lo facciamo in automatico, senza accorgercene. In base alle nostre paure, ai nostri desideri, alle nostre abitudini.
La fede non elimina questa fatica. Ma offre una luce diversa. Offre un punto di partenza che non è il nostro ego, ma il cuore di Dio.
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💬 Questa settimana: c'è una persona o una situazione che stai guardando con diffidenza? Prova a chiederti — come la vedrebbe Gesù? |
Non c'è una risposta facile. Ma è la domanda giusta.
A presto. E nel frattempo — tieni gli occhi aperti. Quelli veri.