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Visualizzazione dei post da marzo, 2015

Il cammino salutare delle sconfitte. 4

Nella tua debolezza mostrerò la mia forza - 4 parte Partecipiamo alla debolezza di Cristo: i voti. Noi religiosi siamo chiamati a fare nostri i sentimenti di Cristo. I voti di obbedienza, povertà e castità sono il modo migliore per farlo. Anch’essi a prima vista possono sembrare segni di debolezza, ma è la via scelta da Cristo. Obbedienza Certamente l'obbedienza è e resta il vero voto nella vita religiosa, come giustamente insegnano i grandi maestri. Con essa veniamo a rinunciare volontariamente a quanto c'è di più personale in noi: la volontà e la libertà, per consegnarle a Dio. E' attraverso l'obbedienza che entriamo nel piano di Dio, non solo come suoi imitatori, ma anche come suoi servi, cioè collaboratori nella realizzazione del suo piano. Per questa sua elevatezza però, l'obbedienza è anche il voto che più costa: col tempo si potrà ottenere una certa pace dei sensi, un distacco dalle cose, mentre ben difficilmente...

Il cammino salutare delle sconfitte. 3

Nella tua debolezza mostrerò la mia forza - 3 parte E noi? Incapaci di pregare e di agire. L’aspetto più intimo del nostro rapporto con Dio si chiama preghiera. Tutti siamo chiamati a pregare, non solo, ma a tutti è offerta la possibilità di contemplare. Eppure la nostra preghiera è piena di distrazioni, di pensieri che si inseguono senza ordine; sembra che nel tempo di preghiera ci sia spazio per tutti ma non per Dio. Perché tutto questo? Abbiamo bisogno di purificare il nostro modo di pensare e il fare l’esperienza della nostra impotenza è l’elemento che ci aiuta di più. La freddezza e l’aridità ci dicono che forse dovremmo imparare a lasciarci trasportare dalle onde dello Spirito invece di faticare a nuotare nella direzione che riteniamo più opportuna. Ci preoccupiamo di quello che dobbiamo dire o vogliamo dire e dimentichiamo di far parlare lui. Ci spaventiamo di tutti i pensieri che tornano alla mente mentre preghiamo e dimentichiamo che Dio è presente in tu...

Il cammino salutare delle sconfitte. 2

Nella tua debolezza mostrerò la mia forza - 2 parte Alcuni aspetti biblici L'incarnazione: il verbo che si fa muto. Dio ha deciso dall’eternità di salvarci, lui, l’Onnipotente. Sarebbe bastato che schioccasse le dita e con un miracolo tutto sarebbe stato risolto; e invece no. Ha scelto la via più difficile, la più complicata, quella più vicina a noi e forse per questo la più incomprensibile: Si è fatto uno di noi. La parola italiana “Infante” che viene utilizzata per riferirsi a un bambino piccolo, deriva dal latino infans che significa colui che non sa ancora parlare. In quel momento, nella culla di Betlemme Gesù ci sta presentando uno dei misteri più grandi della nostra fede, e lo fa attraverso la povertà e incapacità di parlare. Dio si è reso in balia degli uomini. Aveva una missione grande da compiere, ma per trent’anni si chiude in un piccolo villaggio sconosciuto della regione meno apprezzata della Palestina: la Galilea. In tutto l’Antico Testamento non c’...

Il cammino salutare delle sconfitte. 1

Nella tua debolezza mostrerò la mia forza - 1 parte La nostra situazione:    Va poi tutto così male? Le risposte che non vengono Per molti preti o religiosi, uno degli aspetti più difficili da accettare nel lavoro pastorale è la propria incapacità di rispondere a tutti gli impegni che corollano la giornata o che casualmente ci piombano addosso. E' normale sentir dire: "Ho troppe cose da fare, non riesco a star dietro a tutte, non riesco a farne bene nessuna, sono sempre di corsa." Scoraggiamento, senso di impotenza o incapacità sono cose sempre più comuni tra i religiosi e i sacerdoti specialmente tra i giovani. Eppure si esce da scuole sempre più all'avanguardia ed armati di titoli che anche solo vent'anni fa i nostri predecessori neppure sognavano. Cosa è cambiato? Il nostro lavoro è davvero diventato impossibile? E' davvero necessario correre 24 ore al giorno per far fronte a tutte le richieste? L'iperattivismo sul ...

Maria Corredentrice: fino a che punto?

Per la riflessione di oggi voglio soffermarmi su Maria e il suo ruolo di “Corredentrice”. Questo titolo indica il contributo dato da Maria al piano della redenzione. Naturalmente la redenzione è dono di Dio ed opera esclusiva di Cristo con la sua morte e resurrezione, ma come in tutte le cose si serve il più possibile di noi uomini, ci vuole rendere partecipi del suo piano perché è un piano d'amore e l'amore non può mai essere a senso unico, anche se è amore totale, anzi, proprio perché è amore totale coinvolge in tutto l'amato. Tutti siamo chiamati a partecipare a questo piano attraverso i nostri sacrifici, il nostro amore, le nostre opere buone. Esse hanno valore redentivo non in se stesse ma in virtù dell'unione con Cristo a cui ci portano. È quello che normalmente viene chiamato il tesoro della Chiesa su cui si basano le indulgenze, le preghiere per le anime del purgatorio ecc. Ricordate la frase di S. Paolo: “Completo con le mie sofferenze, quello che i...

Difficoltà dell'apostolato: ostacoli o vie di santità?

Riporto qui l'omelia tenuta ai chierici del Teologico di Roma in occasione del 12 Marzo 2015. Mi sono spesso chiesto perché tante persone ostacolano o si oppongono ad opere di bene o di carità. Questo mi è venuto in mente di nuovo leggendo i vari passaggi del Vangelo che presentano le diatribe tra Gesù e i Farisei. Di solito quando si vedono due persone che litigano è spontaneo cercare di chi è la colpa. Nel nostro caso (Gesù – Farisei) certamente non si può accusare Gesù di aver fatto qualcosa di male, ma penso che non sia neanche giusto etichettare i Farisei come persone malvagie; dopo tutto erano esperti della legge mosaica, legge che essi osservavano nei dettagli, meglio di qualunque altro a quel tempo. Se veniamo ai giorni nostri, notiamo spesso delle difficoltà, delle opposizioni al nostro lavoro apostolico, e questo vale non solo per noi, ma anche per esperti e santi. Che dire? Sono esse semplicemente frutto del diavolo e di persone malvagie che ce l...

Il servizio dell'autorità in Papa Francesco

Il servizio dell'autorità nella mente di Papa Francesco “ Sappiate sempre esercitare l’autorità accompagnando, comprendendo, aiutando, amando; abbracciando tutti e tutte, specialmente le persone che si sentono sole, escluse, aride; le periferie esistenziali del cuore umano. Teniamo lo sguardo rivolto alla Croce: lì si colloca qualunque autorità nella Chiesa,  dove Colui che è il Signore si fa servo fino al dono totale di sé”.   (Papa Francesco) Caratteristiche proprie dell'autorità: Un servizio centrato sull’essenziale . Un servizio che ha la sua autorevolezza nell’autenticità . Un servizio che si esprime con profonda umanità. 2. Modo di esprimersi dell'autorità nella comunità: Un servizio che sa esprimersi in modo semplice e diretto Un servizio che è un “camminare con i fratelli ” Un servizio  che cerca la volontà di Dio insieme ai fratelli 3. Rapporto a...