Cosa dà sapore alla nostra vita?

 Ma che sapore ha la vita? (Mt 5,13-16)

Se vi ricordate, domenica scorsa Gesù ci ha invitati ad essere felici, mostrandoci la via attraverso otto piccole frasi che chiamiamo beatitudini. Il suo messaggio è stato chiaro ma impegnativo: ci chiede di andare contro la mentalità della stragrande maggioranza delle persone, e spesso anche contro ciò che spontaneamente noi vorremmo fare.

Perché dobbiamo vivere così? E fino a che punto? Non esiste una scorciatoia? Il brano di oggi è la risposta di Gesù a queste domande.

Sale e luce. Sono i due segni scelti da Gesù per indicare come vivere la nostra vita cristiana. Segni semplici, ma decisivi.

Chiunque abbia un po’ di esperienza di cucina sa l’importanza del sale: nessuno gradisce un cibo insipido, ma nemmeno troppo salato. Ci vuole la giusta misura: il sale non deve coprire il sapore, ma esaltarlo.
Così è la vita cristiana: senza il sale della fede diventa monotona, vuota. Ma se il sale è eccessivo, rischia di rendere tutto amaro.

Molti cristiani, di fronte alle esigenze del Vangelo, si scoraggiano e cercano vie più facili e attraenti. Ma poi camminano con un senso di vuoto interiore: sentono che manca qualcosa, ma non sanno cosa. Hanno bisogno del nostro aiuto per riscoprire la bellezza del messaggio evangelico. Non servono grandi gesti: basta una piccola porzione di sale che non parla di sé, ma aiuta a scoprire ciò che già portano dentro.

Lo stesso vale per la luce. Senza luce non si vede nulla: non si distinguono forme, misure, né il senso delle cose. Abbiamo bisogno di una luce che illumini con discrezione, per capire il valore di ciò che ci circonda. Ma se la luce è troppo forte, acceca e impedisce di vedere. Anche qui, come per il sale, serve la giusta misura.

Quanti cristiani fanno scelte sbagliate senza accorgersene, attratti da valori falsi o da promesse ingannevoli. Molti barcollano nel buio e si lasciano guidare da chi ha la voce più forte, da chi li seduce e poi li tradisce. Il nostro esempio di vita, radicato nelle beatitudini, può aiutare a ritrovare il senso delle cose e a orientarsi meglio tra i meandri della vita.

Attenzione! Gesù non dice: “Io sono il sale e la luce”,  anche se altrove si presenta come luce del mondo , ma qui affida a noi questa responsabilità. È un invito a vivere le beatitudini non solo per noi stessi, ma come presenza trasformante nel mondo.

E allora, come viviamo il nostro rapporto con Dio? Anche noi corriamo un duplice rischio:

  • Da una parte, di essere cristiani insipidi: senza impegno, senza entusiasmo, che fanno le cose per abitudine ma senza convinzione. Questo stile non ispira gli altri. Quanti genitori vengono a Messa, ma i figli non più: forse non si sentono incoraggiati dalla vita dei loro genitori.
  • Dall’altra, di essere cristiani accecanti: troppo rigidi, intolleranti, pronti a giudicare tutto e tutti, convinti di essere gli unici giusti. Invece di attrarre, allontanano.

La vera testimonianza sta nella misura giusta: una vita felice, semplice, coerente. Una vita che provoca senza scandalizzare, capace di ascoltare, accogliere, guidare. Una vita piena di misericordia e compassione, come quella di Gesù.

Chiediamoci:

  • La nostra presenza aiuta gli altri a essere cristiani migliori, o diventa un ostacolo?
  • Siamo sale che dà sapore, luce che illumina, o rischiamo di essere insipidi e accecanti?

Pensiamo alle nostre famiglie, al rapporto con i figli o con i fratelli più piccoli. Pensiamo alla nostra comunità, alla parrocchia, ai gruppi di cui facciamo parte. Pensiamo anche alla società: al lavoro, al quartiere, al paese. Riusciamo ad essere una presenza discreta che illumina senza imporre, che contagia senza predicare, che porta speranza senza arroganza?

Gesù ci ha invitati ad essere “beati”, felici. Essere sale e luce non è un peso, ma un dono: è la bellezza di una vita che ha sapore e illumina.
Chiediamo al Signore di darci la giusta misura, perché la nostra presenza nel mondo sia segno di speranza e di amore.

 

Preghiera finale

Signore Gesù,
Tu ci hai chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo.
Donaci la sapienza della giusta misura:
che il nostro impegno non sia tiepido né eccessivo,
ma capace di dare sapore e di illuminare con discrezione.

Rendici testimoni credibili del tuo Vangelo,
capaci di contagiare con la gioia,
di sostenere chi è scoraggiato,
di guidare chi cammina nel buio.

Liberaci dall’insipidezza che spegne la fede,
e dall’intolleranza che acceca i cuori.
Fa’ che la nostra vita sia semplice, felice e coerente,
ricca di misericordia e compassione,
come la tua.

Così la nostra presenza nel mondo
sarà segno di speranza e di amore,
e molti potranno scoprire, attraverso di noi,
la bellezza di una vita che ha sapore e illumina.

Amen.

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