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Misericordia o ipocrisia?

  L'adultera o meglio l'eterna lotta tra l'ipocrisia e la misericordia. (Gv. 8,1-11) Normalmente chiamiamo questo brano l'episodio dell'adultera, riferendosi alla donna che Gesù salva. Io lo chiamerei la lotta tra la misericordia e l'ipocrisia. L'adulterio era considerato uno dei peccati più gravi perché rompeva la famiglia. Di solito la donna era considerata colpevole e veniva cacciata dal marito. Questo, oltre che danneggiare la sua famiglia, gettava anche disonore sulla famiglia di origine, e quindi spesso la donna non poteva tornare neppure da loro. Allora essa finiva in mezzo alla strada a mendicare o a prostituirsi. Nella mente delle persone, la colpa era tutta della donna, l'uomo era solo vittima della sua magia di adescatrice, mentalità purtroppo ancora molto viva in tante parti del mondo. Questa era un’infrazione grave in una società fortemente basata sulla famiglia e sui clan, allora, qualcuno più rigoroso nell'osservanza della legge, ...

Noi scappiamo ma lui rimane

  Padre e figli, quanta pazienza.  (Lc 15,1-3; 11-32) Avete ascoltato un brano del Vangelo molto conosciuto. Normalmente chiamiamo questa storia, la parabola del figlio prodigo. Mettiamo al centro l’atteggiamento del ragazzo che se ne va dalla casa del Padre, che fa tanti errori ma che poi si pente e ritorna a casa. Infatti normalmente usiamo questo testo in occasione di liturgie penitenziali o in periodi coma la Quaresima dove la penitenza e la conversione sono il tema portante della liturgia. Il motivo per cui Gesù racconta questa storia, però, non è quello di convincere i peccatori a ritornare. Se avete fatto attenzione alle prime righe del Vangelo, si dice che Gesù stava parlando agli scribi e ai Farisei che si lamentavano del fatto che Gesù andava a mangiare con i peccatori. Quindi, eventualmente, la parabola dovrebbe avere come centro il secondo figlio, colui che è rimasto a casa, che ha continuato a lavorare, è stato fedele ai suoi doveri, ma che non ha amore per il...

Dio ci punisce o ci puniamo da soli?

  Dio ci punisce o ci puniamo da soli? Il Vangelo di oggi si sviluppa su 2 parti: Prima ci sono 2 fatti di cronaca e poi una parabola. La seconda parte spiega la prima. Dalla storia sappiamo che Pilato è sempre stato un uomo duro, orgoglioso e desideroso di far vedere ai Giudei la sua forza. Il fatto di cui parla in Vangelo era successo durante le celebrazioni della Pasqua, tempo in cui si celebrava la liberazione del popolo dalla schiavitù d’Egitto. Per i Giudei, che a quel tempo erano sottomessi politicamente e militarmente ai Romani, tale celebrazione spesso suscitava il desiderio di libertà, e questo causava sentimenti di rivolta tra i fedeli. È probabile che qualcuno di loro abbia anche espresso pubblicamente questo malessere con forme di protesta e magari tirando sassi verso i soldati. Ebbene Pilato fece intervenire l’esercito che fermò ogni protesta uccidendo le persone che in quel momento stavano offrendo dei sacrifici nel tempio. Questo fatto aveva creato sconcerto tra...

Per mostrare la verità

 La transfigurazione Quello di oggi potrebbe sembrare un miracolo strano o per lo meno inutile: perché trasfigurarsi, a chi serve, e per di più davanti solo a tre degli apostoli. Eppure questo episodio si trova al punto centrale della vita di Gesù, dove avviene un cambio di marcia radicale. Fin qui la fama di Cristo è andata crescendo, le folle lo seguono, ci sono miracoli eclatanti. Manda i suoi discepoli a predicare ed essi ritornano pieni di entusiasmo. Poi c'è la moltiplicazione dei pani. Al tempo stesso Gesù ha cominciato a dire ai suoi discepoli che non solo, lui è destinato ad essere rigettato e morire, ma che anche i suoi discepoli, se vogliono avere successo nella vita, devono essere disposti a fare la stessa fine. Questo detto da uno che è al top della popolarità e dell'efficienza apostolica sembra una contraddizione. Ma Gesù capisce che è giunto il momento di dare la svolta alla situazione altrimenti rischia di perdere i discepoli, quelli su cui ora deve concentrarsi...

Anche Gesù fu tentato

  Le tentazioni di Cristo Siamo entrati in Quaresima, e la liturgia ci invita a riflettere sulle tentazioni di Gesù nel deserto. Gesù è stato tentato come noi, ha abbracciato le nostre debolezze e ha affrontato tentazioni durante tutta la sua vita. Questo ci fa sentire Gesù vicino. Però Lui, anche se è stato tentato, ha sempre seguito la guida dello Spirito e quindi ha evitato il peccato. Ricordiamoci che lo Spirito Santo lavora anche in noi, se glielo permettiamo. Luca e Matteo ci raccontano le tentazioni di Gesù attraverso tre episodi avvenuti mentre stava riflettendo sulla sua missione. Questi episodi accadono subito dopo il Battesimo, quando Gesù viene presentato come il "Figlio prediletto del Padre". È proprio da questo concetto che il demonio parte per tentare Gesù. Non mette in dubbio che lui sia il Figlio di Dio, ma lo tenta sul modo in cui dovrebbe vivere la sua figliolanza divina, ovvero su come essere Figlio di Dio. Spesso, le tentazioni hanno successo su ...

Come vivere la Quaresima

  Come vivere la Quaresima Come ben sapete stiamo celebrando un Anno Santo. Questo evento speciale è un momento per sentire davvero la vicinanza e le benedizioni di Dio. Quest'anno, il tema scelto dal Papa è " Pellegrini di Speranza ." Siamo tutti in un cammino speciale per avvicinarci a Dio, guidati dalla speranza. Il periodo di Quaresima, che inizia oggi, è una parte fondamentale dell’Anno Santo. È un cammino di quaranta giorni che ci porta fino alla Pasqua. Quest’anno, siamo particolarmente invitati a scoprire quanto Dio sia vicino a noi. Il Gesù in cui crediamo ha mostrato il Suo amore morendo per noi sulla croce e risorgendo dopo tre giorni. Lo ha fatto per dimostrarci che, con la fede, tutto è possibile perché il Suo amore è più forte di qualsiasi peccato.   Ecco perché ci viene richiesto di prepararci bene a questa grande festa facendo questo viaggio di quaranta giorni. Il numero quaranta ha radici profonde nella Bibbia. Il Diluvio Universale è durato 40 gi...

Non siamo nati ciechi

  Siamo sicuri di vederci bene? (Lc 6,39-45) “Può forse un cieco guidare un altro cieco?” Certamente no. Tuttavia, considerando che Gesù ha ridato la vista ai ciechi, possiamo chiedergli di illuminare anche noi. Troppo spesso ci atteggiamo a guide degli altri, pretendendo di sapere tutto. Invece di infondere la verità, trasmettiamo la nostra superbia, i nostri pregiudizi, la nostra rabbia e, perché no, anche la nostra paura. Tutti siamo esperti nel fare commenti ai post sui mass media. Spesso esprimiamo la nostra frustrazione senza neanche preoccuparci di conoscere la realtà delle cose. La verità fa paura. È molto più comodo nascondersi dietro ai pregiudizi e ai luoghi comuni. C'è un fatto: più una persona è insicura e paurosa, più alza la voce, come se sapesse o potesse tutto. Pensiamo di non aver più bisogno di Dio, perché crediamo di essere Dio. Ci sono due tipi di maestri ciechi, entrambi pericolosi. Il primo tipo è composto da coloro che sono ignoranti ma credono di s...